
Chi sono
Creativa, sognatrice.
Nata a Roma, si Diploma al Liceo Artistico Giulio Carlo Argan sotto la guida dei docenti Timossi e Battisti. Nel 2019 consegue il Diploma di I livello in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove frequenta i corsi dei docenti Tirelli, Evola, Bussagli, Bondi; nel 2021 consegue il Diploma di II Livello nella medesima disciplina, diplomandosi con con Lode con la guida del prof. Scolamiero.
Approfondisce il suo percorso di studi conseguendo, con Lode, il Diploma di II Livello in Graphic Design.
Da anni collabora come cover designer con il compositore Simone Cardini, ha inoltre ampliato il proprio curriculum svolgendo diversi tirocini presso la Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma e presso il Chiostro del Bramante, come mediatrice culturale ed aiuto allestimento. Ha inoltre fatto parte della redazione della rivista Insight.
La mia visione
Cosa intendiamo, quando affermiamo che l’arte è viva?
Stiamo dicendo che essa è capace di tutte quelle funzioni che la rendono in grado di vivere al di fuori di noi e di entrare in contatto con il mondo.
L’arte deve essere in grado di dialogare, di aprirsi a nuove fusioni, di creare quel sostrato comune per nuovi interrogativi, siano essi consequenziali o privi di risposta; così facendo i fruitori si sentiranno parte di un discorso che, se assecondato, potrà portarli a ricercare quegli stimoli indispensabili alla crescita personale e collettiva. Questo lo scopo della mia arte, in una società rimpinzata di immagini “commestibili” e svuotate del vero gusto della vita, insito in ricerca e curiosità.
L’Arte da sempre plasma e racconta la storia: è nata per essere letta da chi non aveva altri mezzi per indagarla, continuamente volta alla creazione di nuovi linguaggi. Ho trovato illuminanti le diverse dialettiche impiegate dagli artisti che hanno attraversato e contraddistinto gli anni della modernità e che, tutt’oggi, possono ancora dirsi contemporanei; in quanto ogni opera resta, al di là dell’artista e del tempo che l’ha prodotta, investita di un significato non soggetto alla temporalità.
L’Arte rientra in quella sfera temporale che è prima memoria, poi esperienza, prospettiva ed ispirazione.
Quando creo mi estraneo quanto più possibile dalla realtà circostante; mi lascio trasportare dalle emozioni che via via si rincorrono, per poi trasformare tutto quello che è intima elaborazione in slanci di colore.
Nel mio creare cerco un concetto che sia “motore” imprescindibile; un motore che necessita di essere libero, in una forma che può non esserlo. Lascio trapelare dalle mie opere un flusso di coscienza, una frase aperta, interpretabile e preparata a trasformarsi negli occhi di chi guarda. L’atto interiore di immaginare a sé, quel dentro sé, esprime il carattere interiore, riflessivo, che evidenzia i rapporti astratti con la realtà.
Dunque, come possiamo essere liberi di immaginare?
Per farlo, siamo chiamati ad andare oltre quella capacità che ci permette di vedere il “necessario”; attraversando e superando quella luce che da sempre ci lascia individuare il nostro posto nel mondo, il nostro spazio, il nostro tempo, approcciando una nuova vicinanza, una nuova realtà. Possiamo lasciare a parte quell’illusione di conoscere il mondo che da sempre abitiamo; così da sorprenderci.
Questo mio racconto è un invito; un invito a comunicare con l’opera d’arte, senza pretendere di doverla o poterla comprendere, senza pensare a questo dialogo come ad un problema cui trovare soluzione. L’Arte non ha bisogno di essere capita, questo è un bisogno umano che spesso le si proietta addosso; questa necessita, secondo me, di esser percepita in una connessione che valichi gli artifici. Dunque, questo l’invito; a me stessa, a tutti; quando vi trovate di fronte ad un quadro, ad una scultura, quando ascoltate una composizione: Immaginate.

